MANFRINA
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Manfrina, monfrina,
molfrina … diversi
sono i termini usati nell’Italia centro-settentrionale per indicare
questa danza che appartiene alla categoria dei balli parlati, figurati e
danzati. Dall’etimologia
sembrerebbe derivare dalla Monferrina,
ballo del Monferrato, ma
altre ipotesi ci possono portare alla Franfredina,
danza degli
ambienti colti del XIII secolo o alla Manfrolina,
danza
rinascimentale. In tutta la
zona del Delta del Po questa danza era conosciuta come Manfrina Polaca
e fu ballata fino agli anni ’20 nei paesi di Taglio di Po, Contarina,
Donada (A. Cornoldi). |
MANFRINA POLACA
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Il termine Polaca sembrerebbe ad indicare delle affinità di questa danza con la Polonaise o con la Polca. Ritmo: 6/8 Struttura: A B C D (quattro parti) |
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La Manfrina Polaca qui presentata è stata raccolta dal Cornoldi a Taglio di Po e presenta una coreografia del tutto diversa. Danza a coppie plurime. Il n° di coppie dei ballerini doveva essere sufficiente per formare una corona attorno allo spazio ballabile. Le parti A B C sono
solo ballate mentre la D è formata da un dialogo mimato fra le singole
coppie. Donna:
ti
è stà ti!
sei stato
tu! Uomo:
so’ sta mi?
io sono stato? Donna:
che busiaro ca te si’!
che bugiardo che
sei! Uomo:
proprio
ti, te m’è pistà …
proprio tu,
mi hai pestato.. D/U:
e
co’ ti no’ voj balar..!
e con te
non voglio ballare…! Più che un dialogo
è una disputa, un contrasto provocato da una pestata ricevuta durante il
ballo. La fine di questo animato contrasto (indice teso con fare
minaccioso e viso corrucciato) avviene con il voltare le spalle al proprio
patner ritrovandosi di fronte al ballerino/a delle coppie vicine, anche
loro giratesi dopo la disputa. Il nuovo compagno/a fa dimenticare il
malumore e si riprende il ballo fino al successivo contrasto. |
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