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CAMOMILLA |
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Continuando il discorso sulla "medicina popolare" iniziato nei numeri precedenti, vorrei ricordare come, fin dalla antichità, la gente di campagna e le classi popolari più povere, abbiano adottato per preservare la propria salute, sistemi che si differenziavano da quelli degli strati sociali più abbienti, spesso con risultati migliori in quanto la loro medicina era più vicina alla natura, mentre i ricchi erano seguiti ( nel passato) da medici più inclini alla filosofia che alla scienza. Quindi posso dire che la medicina popolare, in un certo senso, è più moderna di quanto si pensi poiché basta sulla esperienza pratica che ha sempre un fondo di validità scientifica (come ho più volte dimostrato nei precedenti articoli). E’ vero, però, che i metodi di cura popolari si fondavano, in buona parte, anche sulla figura carismatica ed istrionica del guaritore e tale figura non è certo incarnata dal medico della medicina ufficiale. Questa differenza fra gli operatori diversifica i due mondi. Io ritengo, comunque, che anche un sanitario serio, oltre che essere bravo, debba possedere "carisma" per poter curare i propri pazienti con i farmaci, ma anche con la parola ed il convincimento. |
| Alcune figure di questo tipo si potevano trovare fra i vecchi medici condotti di campagna che, con la loro personalità, erano riusciti a conciliare la scienza con la tradizione popolare. A parte alcune eccezioni, da quanto ho detto, si può dedurre che la medicina popolare ha, da sempre, una impostazione diversa rispetto a quella ufficiale perché i suoi principi sono basati su quanto troviamo "a portata di mano" e sulla ritualità. C’è anche una concezione diversa di malattia fra le due medicine, o meglio c’era fino a qualche tempo fa: la medicina ufficiale vedeva la malattia come qualche cosa che aggrediva la persona dall’ esterno, mentre la medicina popolare considerava la malattia come un qualcosa che proveniva dall’interno e, con una intuizione modernissima, come una caduta delle difese dell’organismo che permetteva al male di avere il sopravvento e di "possedere" la persona, di conseguenza sono derivati i vari riti contro le possessioni, il malocchio, le fatture, i demoni, ecc. Oggigiorno, nelle nostre campagne, come non ci sono più i vecchi medici condotti, non ci sono più nemmeno i veri e propri guaritori, anch’essi si sono via via imborghesiti, ma le persone che per sè e per gli altri continuano a coltivare i metodi di cura popolari, pur perdendo la ritualità nella loro professione, hanno mantenuto l’uso dei rimedi naturali in particolare delle erbe, pratiche basate su sistemi empirici, ma con un fondamento valido che la scienza ha poi evidenziato, esaltato e valorizzato traendo, proprio dalle piante, buona parte dei farmaci in commercio. |
Parlerò di una pianta che mette d’accordo medicina polare e medicina ufficiale:
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Siamo talmente abituati ad usare la camomilla, che quasi non ci rendiamo conto di quanto sia importante come erba officinale; per esempio, mi è capitato talvolta di consultare dei trattati di fitoterapia ed in molti libri si parla di tutte le piante più strane, tralasciando proprio questa, dimenticando che la camomilla è stata forse il più antico dei medicamenti. Il suo uso è documentato fin dai tempi degli Egizi che la consacrarono al Dio Sole in segno di riconoscenza per la sua efficacia; tutto questo è riportato nel "papiro di Ebers" .Fu poi adoperata da Ippocrate che la considerava uno dei farmaci più validi. Galeno la usò come antipiretico, mentre Alberto Magno tentò di spiegarne le proprietà (da erudito qual’ era) con teorie filosofiche dicendo:"…conforta lo stomaco perché il suo calore è uguale al calore del corpo umano…", e, mentre egli filosofeggiava, il popolo la usava semplicemente perché "faceva bene". Ricordo, comunque, che era adoperata quotidianamente (come facciamo ancora oggi) anche dai Romani. E’ stata una pianta di utilizzo corrente, sia per la medicina ufficiale, che per quella popolare, conosciuta per le sue virtù sia dalle classi sociali più abbienti, che da quelle più povere. Nel corso dei secoli l’impiego è stato, però, diverso in queste due classi. I ricchi ne facevano uso prevalentemente come blando sonnifero, i contadini, ai quali, dopo una dura giornata, non mancava il sonno, la adoperavano come antispastico in corso di coliche addominali e pelviche ed è questo l’utilizzo prevalente che si fa ancora nella medicina contadina. Serve, dunque, contro "il mal di pancia", intendendo, oltre che le coliche da colon irritabile, anche i dolori post partum nella madre e le coliche gassose nel neonato. Per essere più precisi quando doleva la pancia, il popolo non ne ricercava la causa, ma ricorreva subito al decotto o all’infuso di camomilla e dopo averlo trangugiato si metteva a letto aspettando che il dolore passasse. Spesso si usava preparare tale decotto aggiungendo anche qualche foglia di alloro. Quando poi la puerpera aveva coliche addominali beveva l’infuso di camomilla che veniva somministrato contemporaneamente anche al figlioletto in quanto si pensava (giustamente) che se qualche cosa aveva fatto male alla madre, avrebbe potuto far male anche al bambino. Per quanto riguarda, invece, l’insonnia, fra i contadini, la camomilla veniva usata solo per i piccoli, mentre per gli adulti, se proprio ci fosse stato bisogno, venivano utilizzati infusi ottenuti con fiori e foglie di papavero. |
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Era importante, per la tradizione popolare raccogliere la camomilla nel momento in cui passava la processione del Corpus Domini e si conservava tutto l’anno per curare, appunto, le coliche. Questo fatto ci fa capire, ancora una volta, come fitoterapia e ritualità nel mondo contadino erano inscindibili. Attualmente non c’è famiglia di campagna o di città che non abbia una scorta di camomilla in casa. Confezioni di camomilla si vendono comunemente nei negozi di alimentari e nei supermercati, mentre in farmacia si trovano colliri e prodotti solubili da somministrare ai bambini fin dalla nascita sempre a base di quest’erba, per non parlare delle associazioni precostituite di estratti di varie piante per favorire il sonno in cui la camomilla è presente .Tanto diffuso è l’impiego per i suoi benefici effetti che spesso si dimentica che tali effetti dipendono da sostanze che bisognerebbe conoscere e, a volte, possono dare qualche problema. |
| Una delle caratteristiche della camomilla è quella di avere proprietà anti allergiche, io in realtà (eccezione alla regola) sono allergico alla camomilla. Ho fatto questo esempio per far capire come qualunque cosa, anche la più innocua e naturale, dovrebbe essere usata sempre con criterio e con moderazione perché può portare all’effetto opposto di quello desiderato. Per esempio, una suora che per un periodo ha vissuto dalle mie parti e che faceva uso di erbe, diceva che è importante il metodo di preparazione: nel caso specifico si deve versare l’acqua bollente sulla camomilla in tazza e non far bollire la camomilla nel pentolino, altrimenti invece che un calmante si otterrà un eccitante del sistema nervoso. Inoltre è importante nell’uso di prodotti sia naturali che farmacologici anche la via di somministrazione. Per tornare all’esempio personale, io sono allergico alla camomilla se ne vengo in contatto tramite colliri o prodotti topici come shampoo, impacchi, ecc. se invece ne bevo l’infuso non mi succede nulla. La spiegazione è molto semplice: assumendola per bocca si mette in funzione il filtro gastrointestinale, ciò non avviene invece, tramite la cute. Questo fatto deve far riflettere in quanto comunemente si pensa che prodotti per uso locale siano innocui, in realtà, a volte, giungono prima e più direttamente nel sangue dando sia effetti benefici, che, come, nel mio caso, negativi. Dico questo per far capire che si deve sempre valutare con grande attenzione tutto quello che utilizziamo sia nella quantità che nel metodo. |
A questo punto è bene analizzare la pianta per comprendere il motivo delle sue proprietà.
| La camomilla è della famiglia delle Compositae, genere Matricaria, specie Chamomilla L. Fiorisce da maggio a settembre è una pianta annuale erbacea con radice ramificata, fusto eretto e molto ramoso alto in media 30-40 cm. Le foglie sono a lacinie lineari. Era molto comune nelle nostre campagne in luoghi erbosi, ma oggigiorno in certe zone è quasi scomparsa sotto l’azione degli erbicidi. Il capolino è giallo oro con attorno una quindicina di petali bianchi rivolti verso il basso. Il capolino, che in pratica è un insieme di piccoli fiori, all’interno è cavo e questo è un carattere distintivo rispetto alla Matricaria inodora (o falsa camomilla)che ha il ricettacolo pieno ed i petali rivolti verso l’alto. Tutta la pianta (non solo i fiori) ha un caratteristico profumo aromatico quasi di miele. Ha molti nomi volgari,ma poco usati (amarella,amareggiola,antemide,erbamaria,capomilla,cambumilla,camomilia)per lo più viene chiamata, dai contadini, camamia . |
| Della pianta si raccolgono in genere i fiori dove sono concentrate le sostanze essenziali. Infatti i fiori contengono un olio essenziale costituito prevalentemente da camazulene e dai suoi derivati: matricarina e bisabololo che hanno una spiccata azione antiflogistica, gli azuleni avrebbero, inoltre, la proprietà di bloccare l’istamina dei tessuti, da cui l’azione anti allergica, proprio per questa azione trova impiego per uso topico, in cosmetologia nella preparazione di creme ipoallergeniche e nell’uso popolare, nel preparare impacchi od unguenti "rinfrescanti" . Per esempio, la gente di campagna, amalgamava fiori di camomilla, cera d’api ed olio di mandorle ottenendo una pasta lenitiva per le dermatiti dei bambini (al posto dell’olio di mandorle si può usare l’olio di oliva, ma nella nostra tradizione contadina, l’olio di oliva non era usato).I derivati flavonici e cumarinici presenti nella camomilla, sarebbero responsabili della già citata azione spasmolitica utile contro gli spasmi dolorosi sia dell’apparato gastroenterico che di quello urogenitale. Mentre sono convinto che la camomilla esplichi effettivamente le azioni che ho appena detto, ritengo, invece, che l’infuso di utilizzo corrente a scopo sedativo non abbia un vero e proprio riscontro scientifico, è indubbio, comunque, che l’azione antispastica, rilassando, possa favorire, indirettamente, il sonno. |
Riassumendo si può dire che, a torto o a ragione, la medicina popolare ha, da sempre, curato con la camomilla, sia per uso esterno, sia per os per una infinità di disturbi: coliche, dermatiti, ulcere cutanee, ansia, insonnia e quant’altro e di ciò si deve prendere atto sottolineando, ancora una volta, l’importanza che quest’erba ha nella nostra tradizione.
(da "L'ADESE" ANNO II n.2)