L’IPERICO 

Il mio lavoro di "medico di campagna" in un piccolo paese della Bassa Padovana, mi porta spesso a confrontarmi con i metodi di cura popolari tramandati da padre in figlio ed ancora oggi consigliati dai cosiddetti "botanici", cioè praticoni che usano sistemi legati alla tradizione, ma non per questo privi di un fondamento scientifico. E’ mia intenzione, di volta in volta, parlare dell’uso di questi rimedi naturali per lo più legati alle erbe, riportando quanto sono venuto a conoscere, cercando di capire ciò che è dovuto alla superstizione ed alla magia e quanto, invece è oggettivamente valido. A volte è difficile distinguere nettamente tra i vari campi; posso dire che questa medicina popolare è strettamente legata alla erboristeria, senza, però, i risvolti economici più discutibili; infatti i "botanici di campagna" prestano la loro opera gratuitamente o accettando doni in natura, soddisfatti di poter tramandare le loro conoscenze. Bisogna, comunque sempre stare attenti ai ciarlatani ed è per questo che io mi limito a riportare quanto quotidianamente vengo a scoprire senza sbilanciarmi nell’approvare o disapprovare certi metodi di cura, ma devo dire che il mondo della medicina popolare è veramente affascinante e genuino, non risentendo delle pressioni commerciali che spesso vincolano quello della medicina ufficiale, se pur con tutti i limiti che lo contraddistingue.

Parlerò dell' IPERICO.

Il nome scientifico è Hypericum perforatum, i nomi volgari: erba di San Giovanni, cacciadiavoli. Ho scelto di parlare di questa pianta perché la sostanza estratta sta ottenendo un gran successo in tutto il mondo da quando gli americani hanno scoperto le sue virtù terapeutiche contro la depressione, cosa che i nostri nonni già conoscevano. Si trova comunemente confezionata in capsule, da sola o in associazione al magnesio ed al gruppo delle vitamine B.Sia le erboristerie, sia le farmacie ne hanno scaffali pieni. L’estratto di iperico pare agisca sui mediatori chimici del sistema nervoso. Ricordo che i neuroni, cioè le cellule che costituiscono il sistema nervoso, comunicano tra loro con messaggi elettrochimici grazie a sostanze neurotrasmettitrici (serotonina, dopamina, noradrenalina).Le persone depresse hanno una ridotta produzione di mediatori chimici e l’iperico ottimizza l’attività dei neurotrasmettitori, quindi può aiutare a contrastare, appunto, la depressione.

L’Hypericum perforatum è una pianta perenne alta dai 30 agli 80 cm,con fusto ramificato nella parte superiore dove si raccolgono, a mazzetti, i fiori gialli che fioriscono in primavera-estate. Presenta foglie ovoidali coperte da puntini (forellini), da cui il nome. E’ molto comune nelle nostre zone e si vede, per lo più, lungo il ciglio delle strade, lungo i muretti o anche in radure luminose, in ogni caso in luoghi soleggiati, erbosi, ma asciutti.

Schiacciando i fiori e le foglie se ne ricava un pigmento rosso-bluastro che è il principio attivo dell’iperico( la ipericina o naftodiantrone),ha un odore che assomiglia all’incenso, da cui la convinzione popolare che servisse a scacciare i diavoli.

L’erba di San Giovanni, fin dal medioevo è stata considerata magica; doveva essere colta nelle notti prossime al solstizio d’estate ed in particolare il giorno della festa del Battista(24 giugno); era capace di proteggere dai diavoli, dalle streghe e dagli spettri; a questo scopo la pianta veniva posta fuori dalle case o portata addosso come amuleto o appesa alla testiera del letto per favorire un sonno sereno. Anticamente l’iperico era chiamato "Fugademonum" .Si bevevano pozioni di erba di San Giovanni per cacciare anche i diavoli dal corpo. Ora sappiamo che in tutto ciò c’era un fondamento scientifico in quanto l’ipericina, allontanava i cattivi pensieri .Inoltre l’olio di iperico, cacciava anche i dolori delle scottature, questo sistema è ancora in uso presso alcuni contadini, essi preparano l’olio di iperico lasciando macerare al sole i fiori in olio di oliva. Un tempo nelle nostre campagne si usava, invece, amalgamare i fiori e/o le foglie con grassi di origine animale e ne derivava, così, un unguento utile sia contro le scottature che contro i traumi, le distorsioni, le ferite e gli eczemi. Ricordo che l’olio di iperico, oltre che contenere ipericina, contiene anche tannini e terpeni che avrebbero una marcata azione antiinfiammatoria, da cui l’uso già citato come cicatrizzante nelle scottature, nelle ferite e nelle dermatiti. Recentemente gli erboristi, aggiornando l’uso dell’olio di iperico, hanno creato, fra l’altro, una emulsione abbronzante e nello stesso tempo protettiva ,mescolando l’olio di iperico all’olio del mallo di noce ed al succo di carota. E’ancora in uso una tisana che si prepara versando acqua bollente su un pizzico di erba fresca o secca; dopo cinque minuti si filtra e si beve al mattino come tonificante ed alla sera come calmante. Pare abbia anche proprietà utili contro le diarree, i crampi addominali, la dismenorrea, il mal di testa. I fiori di iperico vengono impiegati anche in preparazioni balsamiche, anticatarrali ed antiflogistiche per gli stati infiammatori sia dei bronchi che delle vie genito-urinarie. Tutto questo secondo la tradizione popolare.

Chi fa uso di estratti di iberico deve,però,sapere che ci può essere una interazione con il concomitante uso di alcuni farmaci come:anticoncezionali(da cui diminuzione,appunto,dell’effetto anticoncezionale),antivirali,anticoagulanti,ciclosporina,teofillina e diossina.Perciò invito sempre ad essere prudenti con l’autoprescrizione anche se si tratta di sostanze vegetali.Questo lo dico ora e lo ripeterò fino a stancare il lettore nei prossimi numeri.

(da "L'ADESE" ANNO I n.0/0)

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