|
AGLIO E CIPOLLA |
Come ho già detto in altre occasioni, la medicina popolare utilizzava i rimedi naturali che erano a "portata di mano", di conseguenza, spesso, la cucina fungeva anche da farmacia domestica. Le piante più importanti per questo doppio uso (culinario e farmacologico) erano l’aglio e la cipolla. I nostri contadini non ne potevano fare a meno, ma il loro impiego in fitoterapia è antichissimo ed universale.
La cipolla appare citata come medicamento nel papiro di Ebers (scoperto da G.Ebers nel 1872).Questo papiro è un importantissimo documento (da me già menzionato nei precedenti articoli) da cui si può capire come si curavano gli antichi egizi. Qui la pianta in questione veniva descritta come utile per favorire la digestione ed ottimo alimento per gli schiavi adibiti alla costruzione delle piramidi.
Per quanto riguarda l’aglio, sempre presso gli egizi, esso era considerato sacro e serviva per preservarli dalle malattie; a questo scopo gli operai ne ricevevano uno spicchio al giorno. Le virtù dell’aglio sono note dalla notte dei tempi: viene indicato da Galeno e Dioscoride come antidoto al morso dei serpenti. Anche gli antichi romani conoscevano questa caratteristica, infatti Virgilio nelle "Bucoliche" parlava di una bevanda di timo ed aglio che i pastori assumevano per proteggersi dal morso delle vipere. Nei testi di antica medicina questa era considerata la proprietà principale: "alia, nux, ruta sunt antidotum contra mortale venenum".
Successivamente fu usato anche dai viaggiatori per prevenire le malattie che si sarebbero potute contrarre bevendo acqua inquinata. Nel Medioevo l’aglio veniva usato per preservarsi dalla peste, dal colera e dall’influenza negativa del maligno. Che l’aglio scacci diavolo, streghe e vampiri è noto a tutti. Questa credenza deriva dal fatto che i bambini con parassitosi intestinale avevano sonni agitati, spesso tormentati da incubi. Usando, invece, una collana di aglio "le streghe sparivano" (in quanto l’intenso aroma inalato aveva proprietà vermifughe).Il metodo appena citato è rimasto in uso nelle nostre campagne fino a poco tempo fa:in molte case contadine una treccia di aglio era appesa alla spalliera del letto. Tornando, poi, a parlare della cipolla, nell’opera "De salubri dieta" della scuola ippocratica, essa viene ricordata come purgante ed è indicata come utile medicamento anche da Maometto. Teofrasto, Dioscoride e Galeno la consigliavano nella alimentazione quotidiana in quanto era: "diuretica e disintossicante. Inoltre, usata topicamente sul cuoio capelluto:" faceva ricrescere i capelli".
Andiamo a descrivere le due piante ed analizzarne le caratteristiche per scoprire il motivo delle loro proprietà.
Ci sono vari tipi di aglio. Allium ursinum (selvatico) cresce in boschi ombrosi ed umidi; fiorisce in maggio-giugno. Allium carinatum (selvatico) cresce in luoghi cespugliosi e fiorisce da giugno a settembre. Allium schoenoprasum (erba cipollina) cresce nei pascoli umidi di altopiano. Allium sativum (aglio comune) pianta erbacea di origine asiatica, normalmente coltivata, fiorisce in giugno-luglio ed ha fusto cilindrico alto circa 50 cm, rivestito da foglie lineari, leggermente solcate; i fiori si raccolgono ad ombrello, hanno 6 tepali verde chiaro frammisti a bulbilli aerei di colore violaceo; il frutto è una capsula membranosa con uno o due semi per loggia; il bulbo è più grande rispetto alle altre specie.
Tutti i tipi di aglio fanno parte della famiglia delle Liliaceae e posseggono, più o meno, le stesse sostanze aromatiche che ne caratterizzano il tipico intenso odore, in particolare ne è responsabile l’allicina, dotata di una notevole attività antibatterica. L’allicina dà poi origine a bisolfuri, per esempio al bisolfuro di allile che stimola la produzione di glutatione perossidasi che agisce,a sua volta, contro i radicali liberi esercitando effetti benefici nel contrastare l’arteriosclerosi, l’ipertensione, il diabete e tutte le patologie in cui vi sia un coinvolgimento radicalico. L’aglio possiede una importante azione sull’apparato cardiovascolare esplicando, prevalentemente, un effetto ipotensivo mediante vasodilatazione e diminuzione della frequenza cardiaca, accompagnata, però, da una azione cardiocinetica (potenziamento della energia di contrazione del miocardio). Sull’apparato respiratorio e su quello gastroenterico l’aglio esercita una azione antiinfiammatoria ed antibatterica. A livello di colon agisce anche come antidiarroico. E’, inoltre, ipoglicemizzante ed ipocolesterolemizzante. Dell’aglio comune si utilizza il bulbo, di quelli selvatici anche le foglie (colte prima della fioritura) che contengono le stesse sostanze.
Per quanto riguarda la cipolla, essa, dal punto di vista botanico, è molto simile all’aglio anche se si differenzia per l’aroma diverso. E’ della famiglia delle Liliaceae, del genere Allium, della specie Cepa. E’ originaria dell’Iran, è coltivata in tutto il mondo, fiorisce in giugno-luglio presentando un ombrellino di fiori ermafroditi di colore bianco-porporino che si trova sopra uno scapo che, a sua volta, nasce da una rosetta di foglie basali. Il frutto è una capsula con tre logge contenenti uno o due semi. La parte più importante è sicuramente il bulbo costituito da una serie di squame concentriche bianche separate una dall’altra da una tunica sottile bianca o rossastra esso contiene un olio essenziale formato soprattutto da composti organici solforati, fra cui il già citato bisolfuro di allile.
Nel succo di cipolla sono presenti in abbondanza sali minerali come il potassio, il calcio, il ferro, il sodio e il fluoro, inoltre si trova anche l’acido glicolico,quest’ultimo, assieme ai sali minerali favorisce la diuresi depurando l’organismo da cloruri ed urea; è stata, inoltre, ipotizzata una azione "disintossicante" epatica. Assunta cruda, la cipolla stimola la secrezione dei succhi gastrici e biliari, favorendo, così, la digestione. L’uso più importante della cipolla, nella nostra medicina contadina, è di sfruttare le sue proprietà topiche: antisettiche e cicatrizzanti, queste sono favorite dalla presenza nel bulbo di fitoncidi capaci di svolgere prevalentemente azione antisettica nei confronti dei batteri.
Andiamo, ora, a vedere più nel dettaglio l’utilizzo quotidiano di aglio e cipolla nella fitoterapia popolare. Devo dire che, nella mia ricerca,non ho mai trovato così tanti metodi di cura come con queste due erbe. Ne citerò solo alcuni senza, però, entrare nel merito della loro efficacia. Ricordo,però, che, la medicina contadina, basandosi sulla esperienza, possiede sempre un fondo di validità scientifica ed ogni tipo di terapia per quanto,a volte, curiosa,ha un suo fondamento.
Nelle nostre campagne è in uso,negli ipertesi,(metodo abbastanza recente = da quando si conosce l’ipertensione arteriosa) assumere uno spicchio d’aglio ogni mattina. Ricordo,eventualmente che esistono, in farmacia o in erboristeria, anche le compresse d’aglio.Un sistema contadino per combattere le parassitosi intestinali nei bambini (oltre a quello della collana) è di far bere loro latte con un po’ di succo d’aglio. C’è chi adopera anche dei "cataplasmi"caldi a base di aglio schiacciato da porre sull’addome o sul torace per curare sia i vermi,sia le bronchiti ed,un tempo,la tubercolosi (questo metodo non è consigliabile in quanto può avere una azione caustica).
Proprio per sfruttare l’azione caustica c’è chi prepara un unguento pestando i bulbi e impastandoli poi con olio di oliva (un tempo con grassi animali,in quanto,come ho già detto in altre occasioni,da noi,quest’olio era poco usato);tale unguento,chiamato in vario modo (italianizzato:"mostarda del diavolo")si adoperava e si adopera nei dolori muscolari ed articolari.Può servire anche come callifugo.Un tempo i gambi secchi delle trecce d’aglio si fumavano con la pipa per alleviare il dolore di denti.Fra i nostri contadini era in uso,dopo una puntura di insetto,sfregare la cute dolente con i bulbi d’aglio privi della pellicola esterna (o con la cipolla tagliata a metà).La pellicola era,invece, usata per coprire ferite od abrasioni cutanee. C’è chi preparava un liquido disinfettante macerando gli spicchi di aglio nell’acqua o nell’aceto.Le piaghe infette erano poi coperte da garze ( pezze di tela) imbevute con questo prodotto.
Fra i vari sistemi contadini contro le otalgie, uno prevedeva l’impregnare di succo d’aglio ed acqua un tampone di cotone e metterlo nel condotto auricolare.Nella medicina contadina la cipolla era importante come e forse più dell’aglio, contrastava la puntura di insetti (come già detto) tagliata al momento o triturata ed amalgamata al burro.Questo unguento si usava anche contro le emorroidi o,d’inverno,contro i geloni. C’è chi utilizzava le cipolle sotto aceto per far scomparire le macchie della pelle.La cipolla veniva usata,non solo topicamente,ma anche mangiandola in quanto si credeva avesse molteplici proprietà (quasi tutte confermate da successivi studi).Per esempio era consumata cruda o cotta contro la ritenzione vescicale nei soggetti affetti da ipertrofia prostatica,per questa patologia erano anche consigliati decotti di prezzemolo,asparagi e gramigna. Di tutto questo parla anche Marziale citando i rimedi per chi "si urina sui piedi"("…incipit in medios meiere verpa pedes…").
L’azione diuretica della cipolla è, da sempre, universalmente riconosciuta. Nella fitoterapia popolare si adoperava con successo in tutte le malattie delle vie urinarie (calcoli renali,vescicali,cistiti,prostatiti) sia mangiandola,sia bevendone il decotto.Consumare cipolle era consigliato anche ai diabetici.Si usava,pure, per curare il raffreddamento delle vie respiratorie:cotta in una foglia di cavolo sotto la cenere,poi pestata, dispersa in una tazza di acqua calda o latte, quindi bevuta.Contro la gotta e l’insufficienza renale, la cipolla era lasciata macerare nel vino bianco ottenendo-così,una bevanda che veniva assunta,a piccoli sorsi durante il giorno.
Potrei continuare ancora per molto nel descrivere le proprietà di queste semplici piante,tanti sono i metodi di cura che con esse sono possibili, e ciò deve far capire come la natura,da sempre, offre rimedi che sono, alla portata di tutti, purchè ci si avvicini alla fitoterapia con prudenza e seguendo sempre i consigli di chi se ne intende: l’approssimazione non è ammessa nella medicina popolare,in quanto è figlia di secoli di storia e di esperienza quotidiana.
( da "L'ADESE" ANNO III n.1)