Fitoterapia popolare

a cura di  Giulio Bisatti

Vorrei ricordare come, fin dalla antichità, la gente di campagna e le classi popolari più povere, abbiano adottato per preservare la propria salute, sistemi che si differenziano da quelli degli strati sociali più abbienti, spesso con risultati migliori in quanto la loro medicina era più vicina alla natura, mentre i ricchi, spesso erano seguiti dai medici che solo da poco più di un secolo hanno abbandonato la filosofia nel curare le persone attenendosi a metodi più prettamente scientifici. Quindi posso dire che la medicina popolare, in un certo senso è più moderna di quanto si pensi poiché basta sulla esperienza pratica che ha sempre un fondo di validità scientifica. E’ anche vero, però che i metodi di cura popolari si basavano in buona parte sulla figura carismatica del guaritore e tale figura non è più incarnata dal medico della medicina ufficiale; a mio avviso questo fatto non è positivo poiché ritengo che anche un operatore sanitario serio debba essere una figura carismatica per poter curare con i farmaci, ma anche con la parola ed il convincimento i suoi pazienti. Da tutto ciò si può dedurre che la medicina popolare ha, da sempre, una impostazione diversa rispetto a quella ufficiale perché i suoi principi sono basati sulla natura e sulla ritualità. C’è anche una concezione diversa di malattia fra le due medicine, o meglio c’era fino a qualche tempo fa: la medicina ufficiale vedeva la malattia come qualche cosa che aggrediva la persona dall’ esterno, mentre la medicina popolare considerava la malattia come un qualcosa che proveniva dall’interno e, con una intuizione modernissima, come una caduta delle difese dell’organismo che permetteva al male di avere il sopravvento e di "possedere" la persona, da cui i vari riti contro le possessioni, il malocchio, le fatture, i demoni, ecc.

("L'Adese" anno II n.2")

 

Mi sto interessando di fitoterapia popolare e, in questo sito, riporterò quanto ho scritto e vado man mano scrivendo sull’ "L'Adese" (Trimestrale promosso dal "Gruppo Bassa Padovana").

 

notizie su:

Iperico

Ortica Camomilla
Tarassaco Aglio e cipolla Rosmarino
Celidonia Artemisia Trifoglio

 

Bibliografia:

  • Fonti orali da famiglie rurali della Bassa Padovana

  • Boldrin S. Indagine Etnofarmaco Botanica nella Bassa Pianura PadanoVeneta tra i fiumi Adige e Po - tesi di laurea: facoltà di Farmacia - Padova, 1988/89

  • De Nicolò M. L. Homo Viator (la Medicina del Viaggio nel Rinascimento) - Ed. Scientifiche, 1999

  • Ferrari C. Guida pratica ai fiori spontanei in Italia - Ed. Italiana, 1993 tratta da  Nature lovers' s Library field guide to wild flowers

  • Frattola I. Piante medicinali italiane - Ed. Signorelli, 1977

  • Giovetti P. I guaritori di campagna - Ed. Mediterranee, 1998

  • Perugini Billi F. Le nostre piante medicinali - Ed. Junior, 2000

  • Riva E. Non far di ogni erba un fascio - Ed. Ghedina e Tassotti, 1990

  • Torre D. Medicina popolare e civiltà contadina - Ed. Gangemi, 1994

  • Wendelberger E. Piante medicinali - Ed. Gremese, 1991

 

 

 

 

 

 

 

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