IL ROSMARINO

Nel precedente numero parlavo di aglio e cipolla,piante che hanno avuto ed hanno tutt’ora grande importanza sia in cucina,sia in fitoterapia popolare.Ci sono molte altre erbe che posseggono questa duplice caratteristica,in particolare quelle aromatiche, la più tipica delle quali è il rosmarino.

Non esiste casa di campagna che non possegga un cespuglio di rosmarino,ma, mentre aglio e cipolla erano usati correntemente dai nostri contadini per l’ autocura dei loro acciacchi,il rosmarino era prevalentemente usato solo su consiglio degli " esperti"( i cosiddetti "botanici") in quanto,da sempre,è stato considerato sacro,di una sacralità quasi inconsapevole ed ancestrale pre-cristiana.Era piantato,di solito,a ridosso della facciata principale (a sud,con il muro alle spalle) per ovvi motivi di protezione dal freddo,ma anche quasi a sorvegliare e proteggere la casa.

Colgo l’occasione per dire che le case di campagna erano costruite con grande criterio,non come si fa oggi,solo per un fatto estetico o per allinearsi alla strada.Infatti l’edificio contadino presentava la facciata sempre a sud-sud ovest,in modo tale che tutti i suoi lati avessero sole almeno per qualche ora nella giornata,in particolar modo quello anteriore.Oggigiorno che è ritornato di moda il rustico ed,a volte,è difficile capire, passando velocemente per la strada,se una casa è di recente costruzione o ristrutturata,basta guardare se la sua facciata è a sud. oppure,come si fa ora,è rivolta verso la strada (un tempo ci si scaldava anche con il sole).

Ma tornando al nostro rosmarino,la sua importanza come pianta sacra si perde nella notte dei tempi. Greci ed Egizi ne conoscevano già le virtù.Un ramoscello di rosmarino è stato trovato in una tomba egiziana,gelosamente custodito in cofanetto di marmo a forma di scarabeo.Molti ritengono che il nome rosmarino derivi dal latino ros (rugiada) e marinus (marino),io penso,invece,che sia più plausibile una derivazione greca: rops (arbusto) e myrinòs (odoroso).

Da sempre le piante aromatiche venivano usate nelle cerimonie religiose,in particolare nei matrimoni e nei funerali,perché si pensava che scacciassero gli spiriti maligni.In particolare gli antichi romani ardevano il rosmarino nei templi quando ancora non si usava l’incenso e continuarono ad adoperarlo anche successivamente nelle feste di purificazione. Diceva,infatti,Apuleio: "Hac herba deos homines placabant".Paracelso attribuiva al rosmarino virtù terapeutiche,sicuro rimedio contro le malattie: "sicut aqua ignem morbum estinguit".Gli antichi consideravano questa pianta simbolo di immortalità e talismano di fedeltà,per questo motivo i suoi ramoscelli non mancavano mai nelle feste nuziali.In molte regioni d’Italia ed anche in alcune zone del Veneto,rametti di rosmarino venivano bruciati nel camino mentre infuriava il temporale accompagnando questa cerimonia con preghiere e filastrocche "scacciafulmini"Nell’alto Medio Evo,per quanto riguarda le virtù terapeutiche della pianta in questione, esse furono dimenticate e riscoperte nel ‘300 prima dalle classi nobili e,solo successivamente,dal popolo che continuava a farne uso solo per riti magico-religiosi (a differenza di quanto è avvenuto per altre erbe).In particolare le nobildonne europee usavano estratti di rosmarino per preparare cosmetici.La tradizione narra che Isabella,figlia di Ladislao di Polonia,e sposa nel 1320 di Carlo Roberto d’Angiò re d’Ungheria,inventasse un liquido detto "acqua della Regina",che serviva per preparati prevalentemente di uso topico ( quest’acqua si otteneva distillando fiori di rosmarino macerati nel vino).Questa ricetta fu poi perfezionata dai padri cappuccini e portata presso tutte le corti.Fu uno dei rimedi più in voga alla reggia di Luigi XIV di Francia.Le dame eleganti di quei tempi usavano preparati al rosmarino per conservare ed accrescere il loro fascino e la loro beltà.Ciò perché si attribuiva alla pianta la virtù di preservare la giovinezza. A questo scopo se ne bevevano anche infusi e tisane.Nel corso dei secoli,anche il popolo si appropriò di questi usi.Con il trascorrere del tempo la fama dell’ "acqua della Regina" andò perdendosi,ma non si è spenta quella del rosmarino perché anche ai giorni nostri,epoca in cui sono commercializzati tanti cosmetici,esso entra a far parte di molti di essi. I suoi fiori sono usati nella composizione di liquori aromatici,di aperitivi,amari,tonici e non mancano neppure nei profumi più raffinati.

Dalla mia ricerca nel campo della medicina popolare risulta che,in questo settore, sono adoperate soprattutto le foglie sfruttando la loro azione: stimolante, rinforzante, tonica, corroborante, antispastica, antisettica, antireumatica, antipiretica, analgesica, antidiarroica,antiemetica,antidepressiva,ecc.In particolare alcuni contadini esperti ottengono uno sciroppo con proprietà antidispeptiche e colagoghe,macerando, con lo zucchero, foglie di rosmarino e carciofo in alcol etilico.Allo stesso scopo c’è chi prepara un infuso versando un litro di acqua bollente su 30 gr di foglie di rosmarino che si lasceranno in macerazione per circa 30 minuti. Questa bevanda pare che contrasti anche la stanchezza fisica ed il meteorismo. C’è chi usa,invece,foglie di rosmarino,tarassaco e cardo in proporzioni di 50% rosmarino, 25% tarassaco, 25% cardo. Personalmente,ritengo che si deve stare sempre attenti agli effetti collaterali di certe bevande,soprattutto quando si adoperano le erbe aromatiche.

Il rosmarino è usato anche per preparare pomate antidolorifiche e antireumatiche (per esempio:estratto di rosmarino + estratto di arnica),inoltre si possono fare bagni corroboranti. Alcuni contadini ricorrevano a questi bagni per "rinforzare"i bambini "gracili ,linfatici, scrofolosi" aggiungendo anche foglie di noce,oppure corteccia di salice (vedi proprietà della corteccia di salice:"Adese"anno II n 1), salvia, lauro, ginepro, camomilla (vedi proprietà della camomilla:"Adese" anno II n 2) , menta, timo, lavanda, ecc.Un altro uso che ho scoperto fra le antiche famiglie rurali è quello di mettere rametti di rosmarino negli armadi contro le tarme.

Ma andiamo ora a capire il perché delle proprietà di questa pianta analizzandola meglio.

Il rosmarino appartiene alla famiglia delle Labiatae, genere Rosmarinus, specie officinalis L. I fiori azzurro violetti sono riuniti in mazzetti a formare spicastri terminali.La pianta vive in zone soleggiate in terreni pietrosi e/o sabbiosi,è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo.Da noi è, da sempre,coltivata in orti e giardini.

L’attività batteriostatica del rosmarino sta nel suo olio essenziale in cui sono presenti: cineolo, pinene e canfora (da cui il riscontro scientifico dell’uso contadino di antitarme che citavo prima).Questa pianta contiene l’acido rosmarinico,(depside fenolico),che ha un effetto scientificamente documentato contro le dispepsie gastriche e pare risolva i meteorismi intestinali dovuti a squilibri della flora batterica. L’azione coleretica, colagoga e spasmolitica è dovuta ai terpeni quali la picrosalvina e il rosmanolo.Si può dire,dunque che il rosmarino,al di là di tutte le altre sue proprietà,sia particolarmente adatto nelle dispepsie e flatulenze connesse con stasi biliare.Per finire,non deve essere trascurata l’azione analgesica esercitata dall’olio essenziale indicato topicamente nelle mialgie.

Oggigiorno l’uso gastronomico del rosmarino è prevalente su quello medicamentoso,ma il suo utilizzo in cucina ha anche un risvolto salutistico: migliora la digestione dei cibi "pesanti"(vedi porchetta che è aromatizzata con il rosmarino),inoltre aggiungendolo agli alimenti li insaporisce per cui non è necessario il sale,da tutto questo ne trae beneficio il nostro organismo.

Il rosmarino, per gli antichi (come già detto), simbolo della immortalità, ha accompagnato nei secoli l’uomo e lo accompagnerà, dandogli conforto quotidiano, probabilmente fino alla fine dei tempi.

(da "L'ADESE" ANNO III n.2)

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